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TORNARE A DIO - LA NOSTRA UNICA SPERANZA
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TORNARE A DIO - LA NOSTRA UNICA SPERANZA

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Nel suo libro Il secolo breve: 1914-1991, dopo una lunga disamina su quella che definisce “l’epoca più violenta della storia dell’umanità”, il noto storico Eric Hobsbawm conclude con queste parole: “Siamo giunti ad un punto di crisi storica. Il mondo rischia sia l’esplosione che l’implosione. Se l’umanità deve avere un futuro nel quale riconoscersi, non potrà averlo prolungando il passato o il presente. Se cerchiamo di costruire il terzo millennio su questa base, falliremo. E il prezzo del fallimento, vale a dire l’alternativa a una società mutata, è il buio”.

Questo monito, lanciato nel 1997, rappresenta una delle più esplicite ammissioni del fallimento della cosiddetta “civiltà moderna”. Eppure i pronostici erano stati più che entusiasmanti. All’inizio del Novecento, infatti, convinti delle nostre potenzialità umane, si guardava al XX secolo come ad un’epoca nella quale saremmo riusciti a costruire una società razionale, progredita, scientifica e prospera, insomma una società di benessere senza precedenti.

Perché dunque i sogni si sono trasformati in incubi? Perché il preannunciato paradiso umanista si è rivelato un inferno? Perché le ideologie politiche che dovevano sanare l’umanità hanno finito per dilaniarla? E soprattutto perché ogni rimedio si dimostra inadeguato e ogni speranza falsa? Esiste una via di uscita da questo labirinto?

Sì, una via di uscita esiste: tornare a Dio. Perché, se perdendo Dio abbiamo perso noi stessi, ritrovando Dio ritroveremo anche noi stessi; e se rinnegando i valori di Dio abbiamo perso tutti i valori, riconoscendo Dio li ritroveremo; e se disconoscendo il senso per cui Dio ci ha creati abbiamo perso ogni senso, ritrovando Dio lo ritroveremo, proprio perché il senso della vita non può essere che in Colui che l’ha creata.