IL TACCUINO DELL’ARITMETICA DI DIO

8.00

Viaggio nel mondo dei numeri della Bibbia.
Salvatore Di Filippantonio, pag. 128

COD: LTEXTE128 Categoria:

Descrizione

Viaggio nel mondo dei numeri della Bibbia.

 Salvatore Di Filippantonio, pag. 128   

Dalla prefazione:
Questo taccuino non ha la pretesa di insegnare alcunché, ma vuole accompagnare il lettore in questo breve viaggio nei numeri di Dio, cercando di coglierne il solo puro significato spirituale. Anche chi non ha una grande dimestichezza coi testi sacri sa che essi sono costellati di numeri che spesso non devono essere computati quantitativamente, ma valutati qualitativamente, cioè come simboli. Nella Bibbia si usano spesso i numeri in maniera simbolica, per raffigurare con essi dei concetti chiave, per mostrare al lettore il loro messaggio dai risvolti spirituali. Vi si ravvisa sia la cultura antica per i numeri, che ha sempre affascinato i popoli e a cui hanno anche dato un valore magico, e sia l’aspetto prettamente religioso. Per questo motivo oggi è sempre più difficile distinguere nella Parola di Dio, quei numeri che devono essere interpretati in modo oggettivo e quelli che devono essere interpretati in modo simbolico. Cercare di capire con il raziocinio umano l’uso dei numeri biblici, ha portato non poche volte a equivoci e speculazioni di ogni genere dalle conseguenze disastrose. Certamente vi sono dei numeri che nella Bibbia ricorrono frequentemente, a cui si può attribuire non solo un valore simbolico ma anche spirituale e nella loro chiave di lettura si dovrebbero interpretare usando molta prudenza.
«Se il cristianesimo è bello nella sua struttura teologica, non badando a tutte quelle deformazioni che sono state introdotte nel corso dei secoli da vari elementi appartenenti a diverse correnti di pensiero fin dagli inizi della sua apparizione, il Cristo del cristianesimo deve essere più bello ancora nella sua semplicità, anche perché è Lui e soltanto Lui che dà importanza e valore al cristianesimo, senza la quale non ci sarebbe nessun motivo di esistere».
(Domenico Barbera)

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