SECONDA LETTERA DI PAOLO AI CORINZI – Commento pratico

12.00

La mia grazia ti basta,
Samuele Negri, pag. 320

COD: LMBGSB178 Categoria:

Descrizione

“Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove”. (2° corinzi 5:17)

“Ringraziato sia Dio per il suo dono ineffabile”! (2° Corinzi 9:15) 

“Del resto, fratelli, rallegratevi, ricercate la perfezione, siate consolati, abbiate un medesimo sentimento, vivete in pace; e il Dio d’amore e di pace sarà con voi”. (2° Corinzi 13:11) 

L’apostolo Paolo è stato guidato dal Signore ad esporre precisi insegnamenti capaci di rispondere ai vari problemi e aiutare quindi i credenti al loro superamento.

Tuttavia, l’ubbidienza al Signore coinvolge gli individui, il loro carattere e la loro personalità, oltre ai rapporti comunitari e da questo deriva quanto, a volte, sia difficile la realizzazione di tale ubbidienza nella pratica quotidiana.

La seconda lettera ai Corinzi evidenzia questa difficoltà; era quindi necessaria la continuazione del ministero d’istruzione, tramite un’amorevole e attenta cura pastorale. L’apostolo Paolo non si sottrae a questo compito, ma nello stesso tempo ci mostra quale sia il prezzo da pagare di questo ministero. Egli rivela il carattere e il prezzo da pagare per un servizio di cura pastorale costante ed amorevole, nonostante le delusioni. Un vero manuale per il servizio cristiano.

Seconda edizione ampliata e rinnovata dell’edizione del 1996.

 

Samuele Negri, ben noto fra le chiese evangeliche in Italia per i numerosi libri di cui è autore, per le sue trasmissioni radio e le sue conferenze su argomenti biblici, spiega con coraggio e chiarezza i problemi di coerenza che il credente è chiamato a affrontare nel XXI secolo. Esorta, perciò, i credenti a una fede fondata su delle verità fondamentali e eterne, e a prepararsi a “pagare il prezzo” di una tale fedeltà, piuttosto che abbandonarsi a un meno rischioso compromesso con le idee e le mentalità del mondo moderno.

La mia grazia ti basta,Samuele Negri, pag. 320

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