Descrizione
Dalla scuola di Finkenwalde – il seminario clandestino organizzato nel 1935 dalla Chiesa confessante tedesca – nasce il testo più limpido di Bonhoeffer sulla cura d’anime: non un trattato, ma un invito a custodire la Parola dentro le relazioni.
Qui trovano orientamento tanto presbiteri e studenti quanto lettrici e lettori non specialisti: chi accompagna un figlio, un amico, una classe, un gruppo. Pochi principi forti — ascoltare prima di parlare, dire l’essenziale, servire senza protagonismi — diventano criteri praticabili nella vita quotidiana.
Amato in ambito evangelico e cattolico, questo long seller Claudiana continua a unire rigore e umanità, suggerendo gesti concreti per tempi incerti. Per chi guida e per chi cerca, una misura sobria che libera e responsabilizza.
Dalla Presentazione di Eberhard Bethge
«Come candidati al ministero pastorale, ben allenati nelle discipline della teologia, ci stupimmo assai quando, nel 1935, durante un corso di teologia pratica a Finkenwalde il nostro direttore di seminario Dietrich Bonhoeffer, poco più anziano di noi, riuscì a collegare l’esegesi del Nuovo Testamento con la teologia pastorale e la cura d’anime – discipline tenute sempre ben distinte l’una dall’altra.
Gli specialisti non andavano, normalmente, oltre i confini del loro oggetto di studio e ci hanno lasciati impreparati nel momento in cui si doveva esercitare il proprio ministero pastorale nell’unità delle sue competenze in una comunità. Alla scuola di Bonhoeffer era possibile scoprire questa unità. E questo ci ha profondamente influenzato; ci ha dato una spinta decisiva per il nostro lavoro spirituale – e ci siamo così trovati molto più vicini alla comunità concreta, per la quale l’esegesi e la cura d’anime si compenetrano in modo sostanziale».




